Castello di Montauto
Via
di Montauto, 124 - 50023 Impruneta FIRENZE
tel.
055 643426 - tel./fax 055 643248
cell.
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info@castellomontauto.it



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La Famiglia Vallecchi dopo innumerevoli vicende imprenditoriali, che
hanno caratterizzato la Cultura e lo sviluppo del sapere, ancora oggi
sono presenti, con tutta la loro passione, nella gestione del Castello
di Montauto. Un edificio colmo di fascino che ha nella memoria 1000
anni di storia.
Il
Castello di Montauto sorge ad una quota di 168 m s.l.m. sulla sommità
di un poggio conico che domina la via Chiantigiana. La posizione dominante
sulla vetta dell’erto colle offre all’edificio un panorama
vastissimo e oltremodo attraente verso l’Impruneta e il Chianti.
Il Castello, nonostante le sue cospicue dimensioni, costituisce un elemento
tutt’altro che vistoso nel panorama circostante, protetto da un
folto parco di cipressi e lecci che si estende ben oltre il perimetro
delle antiche mura.
La cappella di Montauto è una chiesa seminascosta dalla vegetazione
e sembra conservare ancora oggi, grazie ai restauri ottocenteschi a
cura del Cav. Busi, il primitivo aspetto semplice ed austero di una
volta. Al suo interno è possibile ammirare un affresco attribuito
alla scuola di Giotto, mentre sopra il portone d'ingresso si trova un
bassorilievo in terracotta della scuola di Luca della Robbia rappresentante
S. Lucia. Il Castello di Montauto è un interessante monumento
composito che riassume in sè aspetti dell’arte medioevale,
rinascimentale e barocca; in altri tempi fu un fortissimo e maestoso
castello che ha conservato nei secoli, malgrado l’avvicendarsi
di proprietari, tanta parte del suo severo carattere originario.
Fu
comunque per scopi eminentemente difensivi, legati al controllo delle
vicine località, che venne edificato nell’anno 980 d. C.
.
A cavallo fra il XIII e il XIV secolo si attua il momento forse più
drammatico della storia di Montauto che, come in precedenza fu verosimilmente
coinvolto nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini, sostenne in questo periodo
un ruolo di protagonista negli scontri ancor più violenti fra
Bianchi e Neri.
Intorno al 1550, il Castello venne ampliato e trasformato in villa dai
marcanti Ciaini per mano di uno fra gli architetti più in vista
del momento, Domenico di Baccio d'Agnolo. La villa fu soprattutto ornata
da numerose ed esuberanti Grottesche, affreschi che possiamo ritrovare
nei corridoi vasariani degli Uffizi. Impreziosita da cornici, rilievi
e fregi, Montauto rimase a lungo una delle più eleganti e prestigiose
residenze del contado fiorentino.
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